Il Dipartimento Dipendenze Patologiche dell’ASL di Taranto ha registrato, nell’ultimo mese, quattro nuovi casi di minori tra i 13 e i 15 anni presi in carico per disturbi del comportamento e dipendenze digitali. Una delle segnalazioni è arrivata direttamente dal Tribunale dei Minori, segno di una situazione che sta diventando sempre più complessa.
A spiegare la gravità del fenomeno è la dottoressa Vincenza Ariano, direttrice del Dipartimento, che sottolinea come l’età dei ragazzi coinvolti sia in costante diminuzione. «Se arrivano da noi a 13 anni, significa che il problema è iniziato molto prima», afferma. «E non è solo un problema dei ragazzi: riguarda anche noi adulti di riferimento».
Il bilancio del 2025 aveva già mostrato un aumento del 15% delle utenze rispetto all’anno precedente, un trend confermato anche nei primi mesi del 2026. Per far fronte alla crescente domanda, il Dipartimento ha attivato un ambulatorio dedicato alle dipendenze digitali, un servizio diventato indispensabile in un contesto sociale in cui il gioco fisico è stato progressivamente sostituito dal gioco online e, successivamente, da un uso compulsivo delle tecnologie.
Secondo Ariano, il confine tra normalità e patologia è sottile, ma esistono segnali precoci che i genitori devono imparare a riconoscere: cambiamenti nelle abitudini quotidiane, isolamento sociale, rinuncia alle attività che prima caratterizzavano la vita del ragazzo. «Sono campanelli d’allarme da non sottovalutare», ribadisce.
Il fenomeno è in crescita e richiede attenzione, consapevolezza e un lavoro condiviso tra famiglie, scuole e servizi sanitari. Le dipendenze digitali non sono più un rischio futuro: sono una realtà che sta già coinvolgendo i più giovani.
Servizio a cura di Valentina Castellaneta