A Taranto torna a pulsare un cuore industriale che sembrava destinato al silenzio. Gli storici Cantieri Tosi, simbolo della grande stagione produttiva della città, si preparano a rinascere grazie all’iniziativa della famiglia Greco, che ha deciso di investire nel rilancio della cantieristica navale. Un progetto che unisce memoria, innovazione e sostenibilità, restituendo alla città un luogo che ha segnato intere generazioni di lavoratori.
La giornata segna la conclusione del progetto Anteopera, un percorso durato quattro anni e portato avanti in sinergia tra Comune, Provincia, Regione e tecnici del gruppo Gioli. «Non era scontato arrivare a questo risultato», spiegano i responsabili, sottolineando la complessità di un iter interamministrativo che oggi apre la strada alla ripresa delle attività.
L’intervento ha un forte valore ambientale. Grazie all’impegno dell’associazione “Mare per Sempre”, i fondali del Mar Piccolo sono stati ripuliti e si è concluso il trapianto pilota della Cymodocea marina, una pianta acquatica fondamentale per l’ecosistema. Sono stati piantati 100 metri quadrati di questa specie, con l’ultimo metro posato proprio oggi. La Cymodocea è in grado di assorbire CO₂ e produrre ossigeno in quantità equivalente a quella di 50 alberi adulti, contribuendo a migliorare la qualità delle acque e a favorire la biodiversità marina.
Gli assessori comunali Giovanni Patronelli e Francesco Cosa hanno evidenziato l’importanza dell’intervento: «Si conclude un percorso lungo e complesso che darà nuova vita ai cantieri e riporterà a Taranto una parte significativa della cantieristica navale». I capannoni, vincolati come archeologia industriale, saranno ristrutturati mantenendo le facciate originali, mentre tutte le banchine verranno riqualificate.
Le attività del cantiere dovrebbero riprendere tra circa un anno, dopo i lavori di recupero degli spazi che per decenni hanno ospitato le lavorazioni di centinaia di operai, protagonisti di una pagina indelebile della storia tarantina. Il progetto coinvolge anche realtà imprenditoriali del territorio, come SGM, parte di Confapi, che insieme al gruppo Jolly contribuirà alla creazione di un nuovo polo della navalmeccanica.
La riapertura dei Cantieri Tosi non è solo un ritorno al passato, ma un investimento sul futuro: un’opportunità di sviluppo economico, occupazionale e ambientale che restituisce alla città un patrimonio storico trasformandolo in motore di crescita.
Servizio a cura di Enzo Ferrari