Valentina Petrini torna a Taranto con una veste nuova e una responsabilità che pesa, ma che accoglie con la determinazione di sempre: quella di direttrice artistica dell’Uno Maggio Taranto. Una figura che il pubblico conosce come giornalista, autrice, conduttrice, voce critica e appassionata del territorio. Oggi, però, il suo ruolo si amplia e si trasforma, diventando guida creativa di uno degli appuntamenti più identitari della città.
Ospite a Buongiorno Taranto, Petrini ha raccontato cosa significhi assumere questa direzione: «È una veste nuova, una grande responsabilità. Ma non ho fatto qualcosa di molto diverso rispetto agli anni precedenti: questa è una manifestazione in cui tutte e tutti si rimboccano le maniche. È un lavoro collettivo, sempre».
La novità, però, c’è. E sta nella visione. Valentina ha immaginato il palco dell’Uno Maggio come se fosse un suo programma televisivo: un luogo dove portare voci, storie, personalità della società civile che raramente trovano spazio nel mainstream. «Vogliamo dare una visione del mondo. Portare sul palco persone che vale la pena ascoltare, che spesso dobbiamo andare a cercare. Trovarle tutte insieme, nello stesso momento, è la visione che vogliamo offrire quest’anno».
L’Uno Maggio Taranto, nato come evento di impegno e partecipazione, si conferma così un laboratorio culturale e sociale, capace di unire musica, diritti, testimonianze e riflessioni. Un palco che non si limita a intrattenere, ma che prova a leggere il presente e a immaginare il futuro.
La direttrice artistica non nasconde il peso della responsabilità, ma la affronta con la consapevolezza di chi conosce profondamente la storia del Concertone e il suo valore per la città. «Negli anni ho sempre sentito questa responsabilità, ma oggi la vivo in modo diverso. È un ruolo che richiede cura, ascolto, visione».
Il risultato sarà un Primo Maggio che parla al Paese, che accende riflettori su temi spesso ignorati, che mette al centro chi solitamente resta ai margini. Un palco che diventa racconto. Un racconto che diventa impegno. Un impegno che diventa comunità.
E Taranto, ancora una volta, sarà il cuore pulsante di questa narrazione collettiva.