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martedì 7 Luglio 2026
Dimissioni Spalluto: "Kyma Ambiente va salvata"

La conferenza stampa di bilancio di Kyma Ambiente si è trasformata in un momento di svolta. Il presidente Alfredo Spalluto ha annunciato le sue dimissioni, spiegando che approderà in Consiglio comunale per rappresentare gli elettori e continuare a difendere l’azienda dall’interno delle istituzioni. Ma dalle sue parole emerge un quadro molto più complesso.

Spalluto ha denunciato apertamente le spaccature politiche all’interno del consiglio di amministrazione: “È troppo diviso. Ora serve un’amministrazione più coesa, altrimenti si rischia di non aiutare l’azienda.” Una dichiarazione che lascia intendere tensioni interne e difficoltà operative.

Klimaambient ha avviato la procedura di regolazione della crisi d’impresa, necessaria per salvare un’azienda pubblica che conta 450 lavoratori. Secondo Spalluto, i primi risultati sono già arrivati:

  • riscossione dei crediti;

  • contenziosi con INPS;

  • cartelle esattoriali gestite e ridimensionate.

“Klima va salvata, deve restare pubblica, ma ha bisogno di supporti giuridici, politici e tecnici.”

Spalluto rivendica il passaggio della raccolta differenziata dal 27% al 34% in meno di un anno. Un risultato che attribuisce alla collaborazione tra cittadini, azienda, polizia municipale e assessorato all’ambiente.

Il presidente uscente ha sottolineato che il nuovo contratto di servizi è indispensabile per dare continuità al piano di risanamento: “È imprescindibile anche per la procedura di crisi d’impresa. So che all’assessorato all’ambiente sono pronti.”

La responsabilità passa al Comune di Taranto e al sindaco, chiamati a:

  • ricomporre la governance;

  • firmare il contratto;

  • garantire stabilità all’azienda;

  • evitare che la rivoluzione green si blocchi.

La vicenda segna un punto critico per Kyma Ambiente: tra crisi, risanamento e tensioni politiche, il futuro dell’azienda dipende dalle scelte dei prossimi giorni.

Servizio a cura di Valentina Castellaneta