La riqualificazione di Piazza Messapia continua a far discutere, soprattutto dopo la pubblicazione della relazione agronomica ufficiale allegata al progetto esecutivo del Comune di Taranto. Secondo il documento, su 95 alberi presenti, solo 15 risultavano in classe D, la fascia di massima pericolosità che impone l’abbattimento immediato.
La valutazione è stata condotta secondo i protocolli tecnici di stabilità delle alberature. La classe D indica un rischio concreto di schianto, ma riguarda solo un quindicesimo degli esemplari.
Per la maggior parte degli alberi – classificati in classe C – la perizia prevedeva: monitoraggio periodico,
interventi di cura,
nessun abbattimento vincolante.
Nonostante ciò, la piazza è stata oggetto di una rimozione molto più estesa, che ha coinvolto alberi non considerati pericolosi. Una scelta che ha alimentato polemiche, richieste di chiarimento e accuse di una gestione del verde non coerente con le indicazioni tecniche.
Il rione Italia è uno dei quartieri con meno verde di Taranto. La perdita di alberi maturi comporta una riduzione immediata dei benefici ecosistemici: ombreggiamento, mitigazione del calore, qualità dell’aria. Benefici che, come ricordano gli esperti, richiederanno decenni per essere recuperati.
La discussione resta aperta. E la città chiede trasparenza, partecipazione e scelte più rispettose del patrimonio verde.
Servizio a cura di Valentina Castellaneta