Il dibattito sul futuro dello Stadio Iacovone continua a infiammare la città. Dopo lo stop del Comune al progetto di project financing del gruppo Ladisa, interviene l’avvocato Gianluca Mongelli, che offre una lettura più distesa della vicenda.
Secondo Mongelli, l’estensione del progetto oltre lo stadio non sarebbe stata un errore: «L’investimento sembrava interessante. L’idea era quella di creare opere utili alla collettività, non solo allo sport. Non mi pare ci fossero paletti.»
Tra le opere citate, i parcheggi, tema che l’avvocato definisce “una fissazione”, ma che considera essenziale: «Taranto non vive più il borgo perché non si può parcheggiare.»
Mongelli non nasconde la sua perplessità sulla distanza tra amministrazione e proprietà del Taranto Calcio: «Non ho capito perché il sindaco sia scappato dal confronto. Alla prima partita era impegnato, alla seconda pure. Serve maggiore vicinanza.»
Il legale ricorda anche un passaggio chiave: il sindaco aveva annunciato che lo stadio sarebbe stato concesso gratuitamente fino alla gara, ma poi è stato previsto un canone che – sottolinea Mongelli – la proprietà ha già pagato per intero fino a dicembre.
Per Mongelli, il gruppo Ladisa sta mostrando impegno e affidabilità: «Più serietà di questa, al momento, non ne vedo.»
Il messaggio finale è chiaro: «Incontrarsi e parlarne è la cosa migliore per tutti, soprattutto per noi tifosi.»
La trattativa può ripartire, ma solo se Comune e proprietà torneranno a sedersi allo stesso tavolo.