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giovedì 15 Ottobre 2026
La protesta dell'Ilva paralizza i carburanti

La crisi dell’ex Ilva continua a generare effetti a catena. Il blocco degli operai lungo la statale Ionica 106, preoccupati per lo stop della produzione e per l’assenza di prospettive, ha impedito il transito delle autocisterne provenienti dalla raffineria Eni. Il risultato è una paralisi totale della rete di rifornimento carburanti.

In città si registrano:

  • distributori senza carburante,

  • cartelli di fuori servizio,

  • lunghe file di auto che congestionano la viabilità.

La situazione non riguarda solo Taranto: le difficoltà di approvvigionamento stanno raggiungendo anche la provincia di Bari, dove le scorte si esauriscono con ore di anticipo, spingendo gli automobilisti a fare il pieno preventivo.

Molti cittadini esprimono disagio, ma anche comprensione: «È un problema serio per Taranto, ma capisco gli operai. Non è facile quando non hai prospettive.» «Ho provato ovunque: Grecia, Quetta, Biancona… sempre la stessa storia.»

I manifestanti hanno aperto un varco dedicato ai mezzi sanitari e ai bus del trasporto pubblico locale, per garantire almeno i servizi essenziali. Una scelta che divide l’opinione pubblica: solidarietà nelle strade, rabbia sui social.

La mancanza di carburante sta mettendo sotto pressione anche gli aeroporti di Bari e Brindisi, che dipendono dalla stessa filiera di approvvigionamento.

La protesta degli operai, che chiedono risposte concrete, sta mostrando quanto la filiera industriale e quella dei servizi siano strettamente collegate. Taranto è in difficoltà, e la tensione cresce.

Servizio a cura di Valentina Castellaneta

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