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mercoledì 6 Maggio 2026
Il 75% degli under 40 lascia Taranto

Taranto vive una crisi che non è più soltanto industriale, ma demografica e sociale. Negli ultimi quindici anni la città ha perso 37.500 residenti, un dato che i sindacati definiscono allarmante e che è stato presentato durante l’incontro dedicato alla piattaforma unitaria “Taranto è Italia”, promossa da CGIL, CISL e UIL. Il documento chiede una collaborazione piena tra istituzioni locali, regionali e nazionali per affrontare un declino che rischia di diventare irreversibile.

Secondo i dati illustrati, a lasciare la città sono soprattutto i giovani: il 75% degli under 40 sceglie di trasferirsi altrove, spinto da un tasso di occupazione fermo al 40% e da un fenomeno dei NEET che coinvolge un giovane su tre. Ma l’esodo non riguarda più soltanto le nuove generazioni. Anche molti anziani si spostano verso il Nord, spesso per ricongiungersi ai figli o per cercare servizi sanitari più efficienti.

Sul fronte industriale, la situazione dell’ex Ilva continua a pesare in modo determinante. I sindacati hanno ricordato le 9 milioni di ore di cassa integrazione accumulate, definendole un segnale evidente della crisi produttiva e occupazionale. In questo contesto, il vicesindaco Mattia Giorno ha sollecitato un intervento deciso del Governo, chiedendo risorse certe e una presenza istituzionale più forte.

La piattaforma unitaria presentata dai sindacati punta a costruire una strategia condivisa per contrastare lo spopolamento, rilanciare il lavoro e garantire servizi adeguati. L’obiettivo è evitare che Taranto perda ulteriormente popolazione, competenze e prospettive, trasformando la crisi attuale in un punto di non ritorno.

Il messaggio è chiaro: senza un’azione coordinata tra sindacati, politica e istituzioni, il futuro del territorio ionico rischia di essere compromesso.

Servizio a cura di Valentina Castellaneta