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venerdì 16 Ottobre 2026
Ex ilva: la voce degli operai tra incertezze e speranze

La crisi dell’ex Ilva continua a segnare profondamente la città di Taranto. I lavoratori, dopo aver ricevuto la convocazione a Palazzo Chigi per il 27 ottobre, vivono una condizione di incertezza cronica che dura da 14 anni. Una situazione che non riguarda solo il lavoro, ma la vita quotidiana: mutui, spese, famiglie allo stremo.

La testimonianza dei lavoratori è chiara:

  • l’inflazione è alle stelle,

  • il reddito è insufficiente,

  • la paura di perdere il lavoro è costante.

«Dormire qui la notte non è facile. Freddo, pioggia… la gente è esausta.»

I lavoratori hanno presidiato le strade, dormito all’aperto, manifestato giorno e notte. Nonostante la stanchezza, resta forte la volontà di non arrendersi: «Qualsiasi governo ha fallito. Ora dobbiamo unirci per ottenere un obiettivo.»

Per la prima volta dall’inizio della vertenza, lavoratori, sindacati, istituzioni e forze politiche hanno sottoscritto un documento comune, articolato in quattro punti:

  • continuità produttiva decarbonizzata,

  • tutela di salute e lavoro,

  • riconoscimento del lavoro usurante,

  • incentivi all’esodo.

Un testo che potrebbe diventare la base per una legge speciale per Taranto, con interventi straordinari e misure per gestire gli esuberi.

La sfiducia verso la politica è profonda: «Il governo non ha mai avuto un vero piano industriale. La magistratura non si fida più della politica. E nemmeno noi.»

Il 27 ottobre sarà un momento decisivo: «Spero che il governo si metta una mano alla coscienza e ci dia ciò che ci spetta. Viviamo di incertezze da 14 anni.»

La città non può più aspettare. I lavoratori non possono più vivere sospesi. Il tempo delle promesse è finito. Ora è il tempo delle risposte.